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Rivelato il teaser della graphic novel “Dark Beyond Darkness”

Rivelato il teaser della graphic novel “Dark Beyond Darkness”

Dopo anni di pianificazione, ricerca, riflessione, ed una lavorazione su soggetto e visuals di vari mesi, esce finalmente il teaser trailer di “Dark Beyond Darkness”, una anticipazione originale della graphic novel prevista per il 2014 a firma Luca Morici e Diego K. Pierini.

In alto i calici.

E guardatevi le spalle.

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Fiat “Focus” – il corto tratto da un racconto di “SubLimen”

Fiat “Focus” – il corto tratto da un racconto di “SubLimen”

Finalmente online “Focus – Compagno Perduto” (2012, Ita, 27′)

Regia di Marco Poderi e Diego K. Pierini

con Luca Zangheri, Petra Valentini, Diego K. Pierini

SINOSSI:  Oscar è un fotografo. Una sera, durante una festa da cui vorrebbe semplicemente scappare, incontra la sua vecchia amica Lara, la quale gli presenta il suo nuovo ragazzo, Alex. Oscar e Alex scoprono, chiacchierando, di aver frequentato la stessa classe al liceo: nessuno dei due, però, si ricorda dell’altro. Proprio una vecchia foto potrebbe essere la soluzione di un enigma di cui i due non riescono a venire a capo.

Full credits: soggetto e sceneggiatura Diego K. Pierini, fotografia Giacomo Cagnetti e Marco Poderi, audio e musiche Martin Rinaldi, hair/make up Federica Cipolloni, costumi Ludovica Guescini.

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“Lo Stato Interessante”, again!

“Lo Stato Interessante”, again!

Nuovo talk a “Lo Stato Interessante”. A parte le solite tirate gratuite su Ligabue, stavolta si toccano argomenti davvero variegati, dal mercato musicale napoletano a Benigni che recita Dante, passando per privacy web e regno di Camelot (!). Sempre in compagnia di Alfredo Angelici.

Come sempre, ricordate che potete ascoltarci ogni venerdì dalle frequenze di EcoRadio attorno alle 13:40 – in diretta: potete anche telefonare per prenderci a parolacce!

Cattive compagnie (?)

Cattive compagnie (?)

Sono passate soltanto 24 ore dal momento in cui si è consumato l’ennesimo dramma suicida della (ideata, desiderata, forse, ma mai realizzata) coalizione laburista italiana. E sento – incredibilmente – qualcuno sibilare frasi critiche e cariche di rabbia nei confronti delle correnti dissidenti del PD più spostate verso l’ideologia propriamente di sinistra, sento soprattutto voci di reprimenda verso SEL, colpevole di aver mollato il partito guida della coalizione in un momento di tempesta.
Non solo mi sembra assurdo, ma mi sembra pure che gli eventi di questi giorni debbano farci riflettere profondamente, e magari alterare la nostra (oddio, nostra, in questo caso, per una volta, nonostante il noi, cui ho fatto ricorso in questo periodo, certo non mia) opinione di radicale biasimo alle condotte dei partiti di sinistra che di volta in volta, in passato, hanno tolto l’appoggio alla Grande Coalizione democratica.
E’ molto strano che puntualmente, in ogni circostanza, sia essa di vittoria o sconfitta, le formazioni più caratterialmente socialiste (e ideologicamente, eticamente più coerenti), mollino, si stacchino, dissentano.
Troppo strano.
Perché pare davvero impossibile che chiunque sia a sinistra del Golem, qualunque sia il suo grado di disponibilità al dialogo e al compromesso, a un certo punto, inevitabilmente, giri i tacchi coi nervi saltati.
Ora, probabilmente, dovremmo far cadere il velo dai nostri occhi, e magari non dico rivalutare integralmente, ma almeno riconsiderare parzialmente gli al tempo dolorosi veti e addii che hanno nel tempo indebolito le coalizioni di centrosinistra – Rossi, Turigliatto (che peraltro sono nella memoria del senso comune responsabili di crisi di governo provocate da altri…), per dire, ma soprattutto Bertinotti, la cui antipatia personale (eh, brutta cosa essere radical chic, pessima idea il piglio salottiero, ma non è questo che fa la sapienza politica) è almeno pari alla straordinaria, a conti fatti, capacità di analisi e (triste) premonizione.
Loro, probabilmente, avevano compreso prima di tanti di noi che lì non si poteva davvero stare, che a quelle condizioni non si poteva realmente trattare.
Che c’era un Leviatano marcio ineluttabilmente in moto verso obiettivi pratici, ideologici, strategici e di potere cui un partito di sinistra, finanche turandosi il naso con forza, tappandosi le orecchie e serrando gli occhi, non sarebbe MAI potuto giungere.
Apriamo gli occhi su questo infinito balletto di matrimoni falliti: un gruppo dirigente sostanzialmente inalterato per due decenni si è legato di volta in volta a “compagne” diverse, ricevendo sempre, inevitabilmente, il benservito – spesso condito da uno schiaffone. A volte trovandosi pure a pagare prezzi molto amari, dopo la separazione.
Cambiavano le fidanzate, le mogli, mai lui. Lui, il gotha dirigente, identico a se stesso, accarezzato dai congiunti, blandito, coccolato come l’animo tradito, cornuto e mazziato.
Forse dovremmo smettere di pensare che esse, quelle compagne e mogli sempre pronte a strepitare e andarsene, fossero tutte, sempre, indistintamente, acide scriteriate, bieche profittatrici, o pazze da legare, e lui povera vittima.
Forse dovremmo, col senno di poi, ridar loro un po’ di dignità, un po’ di ascolto.
Senza beatificarle, sia chiaro, ma ripensando a quanto le abbiamo vituperate, quanto le abbiamo sempre caricate della responsabilità di ogni tragico divorzio.
Nuova puntata radio su YouTube

Nuova puntata radio su YouTube

Come ogni venerdì, anche il 12 aprile Alfredo Angelici ed io ci siamo incrociati sulle frequenze di EcoRadio: stavolta oltre a un breve excursus sulle quirinarie, abbiamo parlato di stato naturale & web, di come i nostri equilibri biochimici modificano umore e performance e di…ghost in the machine.

Se poi non avete troppa voglia di accedere a YouTube, potete ascoltarci ogni venerdì dalle frequenze di EcoRadio attorno alle 13:40. E potete anche intervenire in diretta!

Voglio un governo a cinque stelle. Lo voglio ora.

Voglio un governo a cinque stelle. Lo voglio ora.

Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, sferza, allarmato, la classe politica italiana: in questi cinquanta giorni di stallo (stallo messicano, per la precisione: se non sapete di cosa stia parlando, fatevi una scorpacciata di western durante il weekend) sarebbe stato polverizzato addirittura l’1% del PIL.

Che a prima vista sembra una porzione risibile, ma che a conti fatti significa cifre con una lunga fila di zeri che per amor di serenità (è primavera, sono arrivate le belle giornate, i passeri cinguettano) evitiamo di calcolare con precisione.

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