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Cos’è successo veramente all’Argentina?

Cos’è successo veramente all’Argentina?

La verità dietro il rovescio della nazionale Argentina va oltre l’inconsistenza di Messi e le sciagurate scelte di un CT, Sampaoli, capace di dichiarare con soddisfazione di “non pianificare nulla”, perché nel calcio tutto scorre, e lasciare a casa, al contempo, gente come Pastore e Icardi, privilegiando atleti mediocri come Perez, Meza e via dicendo.

 

 

La crisi albiceleste è sistemica, quasi filosofica, le avvisaglie erano molte, dal tribolato girone di qualificazione all’avvilente sconfitta amichevole contro la Spagna.
E la chiave sta tutta in una parola: “garra”, quel termine metaforico così profondamente connotante ed espressivo di una certa tradizione calcistica da essere stato assorbito anche dal linguaggio tecnico e giornalistico italiano – perché “grinta”, “tenacia”, “spirito” e via dicendo non bastavano.

Dalla selecciòn è sparita la garra, quel marchio di cui erano depositari un tempo giocatori come Simeone, Samuel, Almeyda, Zanetti, Tevez… Batistuta. Gente fortissima prima di tutto nelle viscere, gente che aveva un fuoco irrazionale travolgente e una capacità inequivocabile di strappare via il manto erboso coi propri tacchetti. Gente che in nazionale non ha vinto granché, vero, ma che ti metteva in primis di fronte a una cosa fondamentale, una prospettiva, una speranza. Di quel retaggio è rimasto depositario il solo, sfiancato, Mascherano, la cui splendida carriera è fisiologicamente al tramonto. E non è un solo fatto di uomini, non sto puntando il dito sui limiti di questo o quel giocatore: è la scuola calcistica che deve ritrovare in sé quel cromosoma, che deve ricostruire un’identità fatalmente sbiaditasi al sole del solo talento tecnico, mirabolante ma mai sufficiente, storicamente, a queste latitudini.

Ecco, è della garra che sento la mancanza, nel calcio espresso dalla nazionale argentina. Perché se devo trovare un solo aggettivo per la squadra di ieri – e per la squadra che vedo da un po’ – la prima parola che mi viene in mente è “spenta“.

Ed è quanto di più desolante sipossa immaginare.